sabato, 26 maggio 2007
Gastone, il perfezionista

Lui la raggiunse in camera, eccitato,
lei prese in mano membro e situazione:
"ora distenditi, su, rilassato!"
gli disse, già osservando l'erezione

l'uomo socchiuse gli occhi, silenzioso,
lasciò che lei facesse, lentamente.
Sospiri e gemiti! Il letto era spazioso,
poteva contenerne apertamente

Giunse il momento ambito, lui si alzò:
"oh si! Dai su! Così! Continua! Brava!"
Un universo intero si mostrò
lei giù, piegata, appena mugugnava

torcendo il collo, poi, improvvisamente
serrando i denti sul glande arrossato
lo strappò via in un gesto, seccamente:
rimase solo il membro ormai mozzato

"così impari a tradirmi, bel finocchio!"
Gli urlò lei in faccia, grignando inferocita.
Lui tramortito si piegò in ginocchio
nell'ultimo minuto che era in vita

riuscì a dirle, a tentoni, già caduto:
"perdonami, mio amore, se è finita
senza  che io non sia nemmen' venuto!"
postato da: Moritz alle ore 23:31 | Permalink | commenti
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martedì, 20 marzo 2007

Quando la luna cede il passo al sole
e' tempo di rientrare: a capo chino,
si appresta Vanni, curvo dalle aiuole
a mietere riposo nel mattino

Cosi' ogni notte ed ogni notte ancora
e rughe, dissapori, mai sorrisi
il vecchio, con quel'aria un po' bonaria
a lavorare corpi ormai sospesi

nell'aria, come scarne primavere,
dove la vita ha già ceduto il passo
e resta inerme un busto da vestire
freddo e imbiancato, duro come un sasso

Vanni: tutta la vita e il suo lavoro.
Nemmeno il tempo di disporre a mano
quell'incisione con tanto di decoro
sulla sua lapide: "Sarò stato scemo?"

postato da: Moritz alle ore 16:45 | Permalink | commenti (3)
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